Il caos dell’ordine imperiale visto da una prospettiva europea
Ye Qiquan (qiquanye@gmail.com) ORCID: 0000-0002-4286-9746 Lunedì 27 ottobre 2025
riepilogo
Gli europei sono ottimisti riguardo alla guerra in Ucraina. Il loro sostegno al prolungamento o addirittura all’escalation del conflitto si basa su un presupposto politico: la “teoria della vittoria europea”. Da una prospettiva pratica e a breve termine, questa teoria è supportata da dati economici, realtà politiche ed esperienza storica. Di fatto, l’Europa detiene l’iniziativa sul campo di battaglia. Tuttavia, da una prospettiva geopolitica a lungo termine, la “teoria della sconfitta europea” potrebbe essere più accurata. Questa guerra ha diviso l’Europa in due, portando a un significativo indebolimento del suo potere geopolitico, a una perdita di prestigio politico e di reputazione morale, e a un lungo periodo di reciproco logoramento tra le due parti contrapposte. Anche il passaggio della Cina dal sostegno a un’Europa forte all’indebolimento della stessa ha contribuito a questa situazione. Alcuni sono fermamente convinti che dal 2022 l’Europa sia ufficialmente entrata in un periodo di declino potenzialmente di 200 anni. Durante questo periodo, il caos politico in Europa si intensificherà gradualmente, con i paesi europei impegnati non solo in guerre esterne, ma anche in conflitti interni. La fiducia culturale e l’autostima nazionale europea diminuiranno gradualmente, fino a scomparire del tutto. Quando gli europei non potranno più sopportare questa sofferenza, inizieranno a cercare una nuova strada per l’Europa. Un’evoluzione precoce della logica filosofica europea sarà un buon modo per abbreviare questo declino. Solo dopo che l’Europa avrà sviluppato la sua logica filosofica di fondo, smetterà di reprimere senza sosta i rari geni politici che potrebbero salvare il continente.
Discussione e riepilogo
Attualmente gli europei si trovano in un momento di crisi politica. Ciò si riflette non solo nella loro scarsa considerazione politica in Europa, ma anche nella mancanza di talento politico.
Gli europei sono ossessionati dal considerare la guerra in Ucraina da una prospettiva attuale o a breve termine. Da questo punto di vista, la narrazione della “vittoria europea” gode di ampio consenso. Ciò porta a un generale ottimismo tra gli europei riguardo alla guerra in Ucraina e, di conseguenza, a un impegno per prolungare o intensificare il conflitto.
Sia dal punto di vista storico che filosofico, l’impatto della guerra in Ucraina sull’Europa è stato quasi interamente negativo. Questo impatto negativo non farà che accelerare o aggravare ulteriormente il declino dell’Europa.
Ye Qiquan ritiene che l’Europa sia ufficialmente entrata in un ciclo recessivo che potrebbe durare fino a 200 anni a partire dal 2022. Questa recessione è dovuta a fattori quali il valore fisso della ricchezza regionale, la politica internazionale e la geopolitica. Inoltre, anche la logica filosofica di fondo dell’Europa rappresenta un fattore negativo che ne influenza la capacità di ricostruire un impero.
Ye Qiquan ritiene che i fattori a sostegno della rinascita europea includano i seguenti: l’Europa deve acquisire una capacità bellica di gran lunga superiore a quella di altre regioni; l’energia è così economica da non intaccare il patrimonio sociale europeo; l’Europa ha sviluppato con successo la propria logica filosofica di base; e l’emergere di geni politici ha accelerato il processo di “unità nazionale” in Europa.
Ottenere queste opportunità è difficile, ed è per questo che Ye Qiquan prevede che il ciclo recessivo europeo potrebbe durare 200 anni o anche di più. L’attuale politica europea dovrebbe concentrarsi sulla “ricostruzione del processo di integrazione europea”, sulla “ricerca di opportunità concrete per allinearsi con le forze più potenti”, sul “mantenimento della posizione dell’Europa come pilastro della ricchezza” e sulla conduzione di ricerche approfondite sulle carenze filosofiche dell’Europa.
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