I politici e l’opinione pubblica europei, in generale, sostengono la guerra in Ucraina e si adoperano per prolungarla e intensificarla. Questo atteggiamento si basa su tre ragioni principali: un idealismo storico radicato in un diffuso sentimento anti-russo, un idealismo realistico alimentato da un persistente sentimento anti-russo e vantaggi politici ed economici quantificabili. Le prime due costituiscono la base dell’opinione pubblica, mascherata da correttezza politica. L’ultima diventa uno strumento per i politici per perseguire i propri interessi. Tuttavia, la teoria della vittoria europea ha i suoi limiti. Una volta superati questi limiti, i vantaggi politici ed economici quantificabili dell’Europa cessano di esistere, innescando così un’altra previsione di guerra: la teoria della sconfitta europea. Entrambe le teorie, quella della vittoria europea e quella della sconfitta europea, hanno un terreno fertile. La loro validità dipende dal mutare della situazione internazionale e dalle mutevoli forze geopolitiche.